“Bocciata” per le startup Torino recupera punti nell’innovazione sociale

STEFANO PAROLA

NON BASTANO un ottimo incubatore e qualche bravo imprenditore in erba per fare di Torino una delle capitali mondiali delle startup. Anzi, la città della Mole è piuttosto indietro rispetto ai concorrenti nel resto del globo. Il capoluogo piemontese è infatti ancora «nella fase di attivazione», come evidenzia l’ultima ricerca di Startup Genome, organizzazione statunitense specializzata nell’analisi di ecosistemi economici. Torino è dunque solo nella prima di quattro possibili fasi di crescita, dunque più indietro rispetto a realtà come Santiago del Cile, Sydney, Mosca, Parigi, Bangalore, Stoccolma e distante anni luce da Berlino, Londra o dalla Silicon Valley.

Lo studio mette in evidenza soprattutto due fattori: il numero di startup torinesi è troppo ridotto (tra le 150 e le 300), mentre le città che stanno puntando forte sulle imprese innovative appena nate ne hanno almeno mille, se non duemila. In più, ci sono state «molto poche “exit” negli ultimi anni», cioè ben pochi imprenditori riusciti a vendere la loro società a un’impresa più grande o a investitori.

Startup Genome evidenzia che Torino ha una bassa capacità di attrarre realtà di valore nazionale o globale, anche se è nella media tra gli ecosistemi in fase di attivazione. Va invece peggio degli altri nella possibilità di fornire risorse finanziarie e umane alle startup, così come gli stessi imprenditori mostrano una scarsa capacità di connettersi con il mondo. L’unica nota positiva riguarda invece i buoni rapporti che le aziende innovative appena nate costruiscono con le imprese più grandi.

Insomma, Torino vista dagli Stati Uniti non è il paradiso delle startup. La città può però consolarsi con un altro monitoraggio realizzato dal progetto Dsi4Eu, supportato dall’Unione europea. Riguarda un settore molto specifico, quello dell’innovazione sociale digitale. Dalla mappatura emerge che il capoluogo piemontese ospita almeno una decina di soggetti che si occupano di migliorare la società e la vita delle persone facendo però anche business. In questo, Torino è una delle zone più vivaci d’Europa. Metropoli come Londra, Parigi o Amsterdam sono più avanti, ma quasi tutte le altre grandi città (Milano compresa) hanno una situazione simile o di poco migliore.

Tra i soggetti che Dsi4Eu riconosce come attivi nell’innovazione sociale digitale c’è SocialFare- Rinascimenti Sociali, [read more]